E’ disponibile online da qualche giorno un interessante rapporto sullo stato di adozione dei sistemi di Enterprise 2.0 nelle aziende statunitensi.
Vi propongo alcuni dei concetti chiave in questo mio post, utile anche come aggiornamento per il mio libro “Enterprise 2.0: modelli organizzativi e gestione dei social media per l’innovazione in azienda”.
Ma forse l’argomento più interessante di questo post si trova nella seconda parte, intitolata “Il rovescio della medaglia”: ospito infatti la testimonianza di Gabriele Malcangi, un professionista IT con il quale collaboro da diversi anni erogando servizi di consulenza ICT (e di web marketing, ovviamente) alle PMI del Centro Italia, e che ha contribuito con un paragrafo al mio libro citato poco fa.
Gabriele evidenzia in particolare la realtà delle PMI in Italia, quelle con le quali ogni giorno i consulenti devono “fare i conti”, in cui molto spesso il management è ancora oggi ben lontano dal voler comprendere la bontà degli strumenti social in azienda.
Gabriele ci propone una serie di riflessioni pratiche che invito a leggere con la massima attenzione.
Buona lettura a tutti!
Prima parte – L’uso dei social media in azienda nel 2011
Il Social Intranet Study esamina l’uso dei social media all’interno delle intranet aziendali e le peculiarità del suo utilizzo in relazione al management e a tutti i collaboratori. I risultati di questo studio si riferiscono alla ricerca condotta tra maggio e giugno 2011 da Toby Ward della Prescient Digital Media, in collaborazione con la International Association of Business Communicators (IABC).
La ricerca evidenzia come i social media siano ormai presenti nelle intranet delle aziende prese in esame. In particolare, il 61% di loro ha implementato almeno uno strumento social, rendendolo disponibile all’interno della propria organizzazione. Gli strumenti più utilizzati sono i blog, i forum di discussione, le wiki e gli strumenti di instant messaging.
Ecco qui i punti principali dei risultati della ricerca:
Uso degli strumenti social all’interno delle aziende:
- Il 75% ha un blog nella propria intranet; il 26% lo sta implementando; solo il 4% dichiara di non avere piani o interessi nella loro implementazione;
- Il 65% ha forum di discussione all’interno della propria intranet. Il 26% lo sta implementando; il 7% dichiara di non avere piani o interessi nella loro implementazione;
- Il 63% ha sistemi di intranet messaging nella intranet; il 44% li sta implementando; il 16% non ha piani o interessi per svilupparli in azienda;
- Il 61% delle intranet dispone di una wiki; il 19% le sta implementando, e il 12% non è interessata;
- Il 60% delle aziende, all’interno delle loro intranet, consentono ai dipendenti di inserire contenuti e di commentarli; il 32% li sta implementando, e solo l’8% dichiara di non essere interessata.
- Il 56% delle intranet dispone di un sistema di Fedd RSS sui contenuti condivisi al loro interno. Il 21% lo sta implementando, mentre il 10% dichiara di non essere interessato;
- Il 51% delle intranet dispone di sistemi di tagging; il 26% li sta sviluppando; il 12% non ha interesse ad implementarli;
- Il 43% delle intranet ospita video generati dai suoi utenti; il 15% li sta sviluppando; il 16% non ha piani o interssi per la loro implementazione;
- Il 43% delle aziende sta già utilizzando un social network all’interno della propria intranet; il 19% li sta sviluppando; il 22% non è interessato;
- Il 42% ha un sistema di microblogging (alla Twitter, per intendersi); il 18% li sta sviluppando; il 22% non è interessata;
- Il 39% delle intranet ospita podcast; l’11% li utilizza all’interno della propria organizzazione, mentre il 20% non è interessata;
- Il 33% delle intranet ha strumenti di foto e video sharing; il 15% li utilizza già, mentre il 22% non ha interesse ad utilizzarli;
- Il 29% delle intranet dispone di sistemi di valutazione dei contenuti presenti al suo interno; il 14% li utilizza, mentre il 24% non dispone di piani specifici di implementazione o non ha interesse a farlo;
- Il 23% ha un sistema di social bookmarking nella propria intranet, mentre il 28% dichiara di non essere interessata al suo utilizzo;
- Il 10% delle intranet ha sviluppato sistemi di mashup di contenuti presenti sul Web.
Microsoft SharePoint resta lo strumento più utilizzato
Per quanto riguarda lo strumento più utilizzato nella costruzione di social intranet, SharePoint di Microsoft resta il leader del mercato (lo utilizza il 55% delle aziende). Tutte le altre soluzioni tecnologiche di Enterprise 2.0 non superano la quota del 25%.
E’ da notare come WordPress e Facebook (inteso, in questo caso, come piattaforma utilizzata per creare “gruppi informali” costituiti dai dipendenti delle aziende sono utilizzati rispettivamente dal 23% e dal 22% delle aziende che dichiarano di possedere almeno una piattaforma web 2.0 nella loro intranet.
I costi dell’implementazione
Negli Stati Uniti (che costituiscono, ovviamente, il punto di riferimento) la ricerca evidenzia che molte aziende spendono poco per l’implementazione dei social media nelle loro intranet (meno di 10’000 dollari). In particolare:
- Il 38% spende meno di 10’000 dollari
- Il 34% spende tra 10’000 e 100’000 dollari;
- IL 28% spende più di 100’000 dollari.
Livelli di soddisfazione…. poco soddisfacenti
Il livello di approvazione di questi strumenti è complessivamente ancora basso, sopratutto tra i dirigenti. Dirigenti e dipendenti sono meno entusiasti con i loro mezzi di comunicazione di impresa sociale. Infatti, il rating iniziale complessivo sul social media interna dei dipendenti da solo (intranet 2.0) è scarsa, e pericolosamente bassa tra i dirigenti.
Complessivamente, il 30% delle risorse che lavorano all’interno di organizzazioni che hanno sviluppato sistemi di Social Enterprise dichiarano di essere soddisfatte o molto soddisfatte, mentre il 26% dichiarano di essere poco soddisfatte;
Tra gli impiegati, il 28% dichiarano di essere soddisfatti, mentre il 26% sono poco soddisfatti;
Tra I dirigenti: il 28% si dichiara soddisfatto, e ben il 35% si dichiara insoddisfatto.
Le principali barriere all’implementazione
Senza lo studio di un piano di implementazione, e senza ispirarsi ad una case history di successo, molte organizzazioni falliscono nel processo di adozione di un sistema di Enterprise 2.0 nelle loro intranet.
Per ricevere l’approvazione del management è necessario disporre di un piano appropriato, in grado di convincere I “capi” dei vantaggi insisti nell’utilizzo di un sistema di social enterprise.
Tra le organizzazioni che non possiedono alcuno strumento di social enterprise, le principali barriere all’adozione sono queste:
- il 18% indica la mancanza di supporto da parte del management;
- un altro 18% indica altre priorità più urgenti e grandi rispetto all’implementazione di strumenti social;
- il 12% cita l’assenza di supporto da parte del reparto IT
Raccomandazioni
Una implementazione di successo necessita di un piano adeguato, il coinvolgimento e il supporto del management, la partecipazione dei collaboratori. In particolare sono necessari:
- Leadership: il top management deve appoggiare il progetto, mentre il gruppo dedicato all’implementazione guiderà i collaboratori nell’approccio all’uso degli strumenti social
- Pianificazione: è fondamentale. Il suo sviluppo deve comprendere un piano di assessment che include gli indicatori chiave di performance (KPI)
- Coinvolgimento: far partecipare attivamente i membri dell’organizzazione è fondamentale per individuare le aree di criticità e sviluppare una piattaforma costruita sulle reali esigenze delle persone
- Benchmark: è fondamentale conoscere bene le caratteristiche fondamentali di un buon blog, di una wiki o un podcast. Dare un’occhiata a ciò chef anno gli altri non sarebbe male;
- Governance: ogni procedura pianificata e ogni piattaforma sviluppata deve avere il proprio owner; il loro uso deve essere supportato da policy ben precise;
- Tecnologia: occorre valutare le diverse soluzioni disponibili in base alle reali esigenze di business e alle caratteristiche dell’organizzazione
- Aggiornamento: è necessario tenere sempre aggiornati gli strumenti social utilizzati in azienda: faciliteranno la comunicazione interna e I processi di generazione e condivisione delle informazioni;
- Monitoraggio: Assicuratevi che le attività svolte all’interno della piattaforma scelta siano costantemente monitorate, in modo da valutare con precision le funzionalità più o meno gradite;
Seconda parte – Il rovescio della medaglia: “Social che?????”
(A cura di Gabriele Malcangi)
La mia esperienza quotidiana mi consente di affermare che le difficoltà per portare semplice innovazione all’interno delle strutture aziendali si ripercuotono seriamente sull’utopia del social networking interno (da sempre Intranet). Naturalmente questa affermazione porterà una serie di commenti che tenderanno a smentire la stessa, ma ho dei casi reali da portare (e non delle start-up dal futuro incerto).
Qui parliamo di investimenti aziendali per l’innovazione informatica già esistente, ed in alcuni casi di piccola impresa, dove la tecnologia è ferma e radicata da 20 anni di software gestionale strettamente limitato all’uso destinato, dove non si implementano neanche le features avanzate che offre in the box.
Qui si potrebbe aprire un’altra enorme discussione: Di chi è la colpa di questi limiti? I consulenti spingono per le nuove soluzioni? I diretti interessati hanno “realmente” voglia di apprendere?
Passiamo alle situazioni reali, con le quali mi confronto ogni giorno:
- La connettività WAN/ADSL/HDSL/MPLS, ad oggi è ancora oggetto di forti investimenti da parte della PMI. Naturalmente non parliamo di Alice ADSL, ma di linee performanti e stabili.
- L’hardware è sempre il punto debole della catena, per rinnovare ci deve essere un motivo valido e la lentezza in alcuni casi di budget limitati non è una leva valida.
- La sicurezza dello storage (altro enorme argomento) interno all’azienda, non sfogatevi con la parola Cloud per cortesia, non è così semplice da implementare e tantomeno da mettere a “libro paga”.
- Lo skill dei dipendenti presenta tre grosse problematiche da risolvere: tempo da investire, budget da dedicare e la sacrosanta voglia di fare…
Resta il fatto che nel mio piccolo sono fiducioso ed ogni giorno opero per e con i miei clienti una forma di ottimismo digitale che manca, ma sotto sotto cresce e si moltiplica ed a piccole dosi porta risultati soddisfacenti, ma ancora lontani dalla Social Addiction che si respira in molte community di professionisti.

